DELNERI: “AIUTERÒ LOPEZ, NON PRENDERÒ IL SUO POSTO”

Intervista a Tuttomercatoweb di Gigi Del Neri. Accordo praticamente raggiunto con il Brescia per il ruolo di direttore tecnico. Non sarà allenatore, come specifica ma un aiuto, una figura nuova nel progetto di Massimo Cellino.

Questa l’intervista integrale:

Delneri, mister o direttore?
“Diciamo che sono un mister direttore. La tuta rimane nell’armadietto. Probabilmente mi chiameranno ancora mister, ma non lo sono. L’allenatore è Diego Lopez”.

Il suo in Italia è un ruolo nuovo.
“È un concetto di ruolo all’inglese, se uno ha esperienza per poter gestire certe situazioni può dare una mano”.

Come è nata l’idea?
“Con Cellino ci siamo incontrati per caso un girone fa, poi i rapporti sono andati avanti ed è nata questa possibilità mercoledì scorso per mettere giù qualcosa”.

I malpensanti credono che presto arriverà il benservito a Diego Lopez e lei prenderà il suo posto.
“Assolutamente no. Il mio ruolo a Brescia sarà quello di direttore tecnico. Altrimenti il Presidente avrebbe già fatto questa scelta da prima… E poi Diego mi sembra che sappia il fatto suo. È un allenatore in netta crescita, ha maturato esperienze in Italia e all’estero. È un ottimo tecnico, ha lanciato anche dei giovani, ha fatto un buon lavoro”.

Lavorerà anche sul mercato?
“Ognuno avrà il suo compito preciso. Se servisse un consiglio direi la mia. A Brescia è importante anche il settore giovanile”.

Peccato per la gestione di Balotelli…
“Non conosco la questione. È una gestione che non conosco. Quando le cose vanno male poi c’è una serie di cose che subentra. Quando le annate nascono così diventa difficile cambiare rotta. La coppia che gioca adesso, comunque, è assortita”.

Cosa gli dirà?
“Penso a cosa dire al gruppo, non al singolo. Torregrossa, Donnarumma, Balotelli, cambia poco. Nella mia carriera non ho mai guardato il singolo. Il mio unico pensiero è lavorare pensando al noi e non all’io”.

La salvezza è praticamente impossibile. Il Brescia come affronterà le prossime partite?
“Finché c’è vita c’è speranza. Nel calcio mai dire mai. Chi ha qualche punto in più è avvantaggiato. Dovremo giocare spensierati, rincorrendo è più facile. E poi tutte le partite sono complicate. Sarà un bel finale di campionato”.

Tornerà in panchina prima o poi?
“Penso di no. Voglio portare avanti un discorso a lungo termine a Brescia e creare qualcosa che duri nel tempo”.

Ha un riferimento tra i vari direttori con cui ha lavorato?
“Ho sempre gestito il mio gruppo di lavoro personalmente e tutti mi hanno dato ciò che mi aspettassi. Ho sempre guidato, penso di essere abbastanza esperto. Sono nato nel calcio, ho visto di tutto e di più”.

L’uomo mercato è Tonali. La squadra che gli si addice per il modulo di gioco?
“Ha talento, è cresciuto. Ma è un ragazzo di vent’anni, le sue potenzialità ancora non si conoscono del tutto. In mezzo al campo può giocare in qualunque modulo. Perché i moduli non importano, il calcio deve essere organizzato e dare possibilità di esprimersi. Quando sento parlare di moduli mi scappa da ridere”.

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