Il tecnico deve vincere il big match con il Cittadella per evitare un esonero chiesto a gran voce dai tifosi
Il ko di Gorgonzola ha fatto scattare l’allarme. Eugenio Corini resta in sella, ma la sua panchina è sempre più in bilico. La fiducia di Giuseppe Pasini è a tempo: sabato, nel big match dell’11ª giornata contro il Cittadella, il tecnico bresciano si gioca una fetta importante del proprio futuro. E forse qualcosa di più.
Il patron biancazzurro si aspettava ben altro avvio da una squadra costruita per recitare da protagonista e con ambizioni di promozione. Cinque vittorie in dieci partite sono un bottino deludente, soprattutto alla luce delle aspettative di una vigilia che sembrava apparecchiata per una stagione da vivere da assoluti protagonisti.
La sconfitta contro la Giana Erminio ha però riportato tutti con i piedi per terra, mettendo a nudo limiti e fragilità di un gruppo che fatica a imporsi. L’assenza di Crespi e le geometrie di Zennaro pesano, ma non possono spiegare tutto. Nel mirino è finito anche l’atteggiamento troppo prudente della squadra, incapace di prendere in mano le partite con la personalità richiesta. A preoccupare è poi l’involuzione di alcuni elementi dai quali ci si attendeva il salto di qualità, Rizzo Pinna su tutti.
Contro il Cittadella servirà una risposta forte, sul piano del risultato e della prestazione. La vittoria potrebbe restituire ossigeno a Corini; un pareggio, e soprattutto un’altra sconfitta, rischierebbero invece di spalancare le porte all’esonero, invocato a gran voce da una parte della tifoseria.
Intanto, sullo sfondo, iniziano a circolare i nomi dei possibili successori. Tra le alternative spicca Domenico Toscano, già passato da Brescia, insieme a Fabio Caserta. Più defilate, al momento, le candidature di Vincenzo Vivarini e Bruno Troise.
La linea della società resta quella della fiducia, ma con una scadenza sempre più vicina. Sabato non ci saranno più alibi: Corini e la squadra sono chiamati a dare un segnale. Perché il tempo delle attese potrebbe essere finito.