BRESCIA CALCIO, LA LUNGA BATTAGLIA DI CELLINO PER EVITARE IL FALLIMENTO

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DAL TERSORETTO TONALI AL CONCORDATO PREVENTIVO

La partita più importante del Brescia Calcio di Massimo Cellino non si gioca sul campo, ma nelle aule del Tribunale. A poco più di un anno dall’estromissione dal calcio professionistico, il club sta tentando di evitare il fallimento attraverso una procedura di concordato preventivo, mentre il presidente prova a costruire le condizioni economiche per una possibile ripartenza.

Dalla retrocessione all’esclusione

La crisi del Brescia affonda le radici nella primavera del 2025. Dopo la penalizzazione inflitta dalla giustizia sportiva per irregolarità nei versamenti fiscali e contributivi, le Rondinelle passarono dalla salvezza conquistata sul campo alla retrocessione in Serie C. Pochi giorni dopo arrivò il mancato pagamento delle scadenze federali del 6 giugno, con la conseguente esclusione dai campionati professionistici decisa dalla FIGC il 3 luglio 2025.

Da quel momento il Brescia Calcio è rimasto in vita soltanto come società, gravata da un’esposizione debitoria superiore ai 19 milioni di euro e impegnata nella ricerca di una soluzione giudiziaria che possa scongiurarne il fallimento.

La richiesta di concordato preventivo

L’ultima mossa della società è la richiesta di accesso al concordato preventivo depositata davanti al Tribunale di Brescia. Contestualmente sono state richieste le misure protettive per congelare temporaneamente le iniziative dei creditori e consentire la predisposizione di un piano di risanamento.

Il primo passaggio decisivo è fissato per il 13 luglio, quando il Tribunale dovrà pronunciarsi proprio sulla concessione delle misure protettive. Un eventuale via libera permetterebbe alla società di proseguire l’iter del concordato; in caso contrario aumenterebbe notevolmente il rischio di una dichiarazione di fallimento.

La riattivazione della storica matricola

Nei giorni scorsi Cellino ha inoltre ottenuto la riattivazione della storica matricola federale 7810 del Brescia Calcio. Una decisione che consente alla società, almeno sotto il profilo sportivo, di poter richiedere l’iscrizione a un campionato dilettantistico qualora la situazione giudiziaria lo permetta.

La riattivazione della matricola è stata interpretata anche come un passaggio strategico in vista dell’incasso del contributo FIFA legato alla formazione di Sandro Tonali, anche se Cellino ha sostenuto che il diritto a ricevere tale somma sarebbe maturato indipendentemente da questa decisione.

Il tesoretto Sandro Tonali

A dare ossigeno ai conti potrebbe essere il trasferimento record di Sandro Tonali dal Newcastle al Tottenham.

L’operazione, del valore complessivo di circa 115-116 milioni di euro, garantisce infatti al Brescia il premio di solidarietà FIFA riservato ai club che hanno formato il calciatore. Per le casse della società di Cellino l’incasso stimato è di circa 4 milioni di euro, una cifra importante ma non sufficiente, da sola, a risolvere una situazione debitoria ben più ampia.

Le prossime date decisive

Le prossime settimane saranno determinanti per capire se il Brescia Calcio potrà davvero evitare il fallimento.

  • 13 luglio: il Tribunale di Brescia discuterà la richiesta di misure protettive collegata al concordato preventivo. È il primo snodo fondamentale dell’intera procedura.
  • Successivamente, in caso di esito favorevole, il Tribunale sarà chiamato a valutare l’ammissione della società al percorso di concordato preventivo, verificando la sostenibilità del piano di ristrutturazione e la tutela dei creditori. Solo al termine di questo iter arriverà il pronunciamento definitivo sulla possibilità di evitare il fallimento.
  • Entro il 28 luglio, sul piano sportivo, la società dovrà completare l’eventuale iscrizione ai campionati dilettantistici, possibilità resa concreta dalla riattivazione della matricola federale.

Le prossime settimane rappresentano quindi il vero spartiacque della storia recente del Brescia Calcio. Da una parte il tentativo di salvare la società attraverso il concordato preventivo; dall’altra il rischio che oltre un secolo di storia si chiuda definitivamente con la dichiarazione di fallimento. Molto dipenderà dalle decisioni del Tribunale di Brescia e dalla capacità della proprietà di dimostrare la sostenibilità del proprio piano di rilancio.

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