BRESCIA, MANGRAVITI: “RIVINCITE? NO, PREMIO AI SACRIFICI”

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Massimiliano Mangraviti si gode il momento e la titolarità conquistata sul campo. Cresciuto nel settore giovanile del Brescia il calciatore bresciano è un punto di riferimeno dell’unidici di Diego Lopez. Due gol nelle ultime tre partite con i biancoazzutti e una maglia da titolare sfilata a Chancellor. Nessun tragardo ma un punto di partenza per il futuro.

“Il ruolo che sento più mio è il centrale di difesa essendo il ruolo che sto occupando in queste ultime stagioni. All’inizio non ero contento ma con il senno del poi è andata bene. Ho fatto anche il terzino quando c’era necessità. Ma dove mi mette il mister gioco”.

“In tutte le categorie in cui ho giocato ho cercato di curare l’aspetto mentale, sia che le cose vanno bene o al contrario non girano per il verso giusto. L’equilibrio mentale è importante”.

Rivincita? No è un premio al mio impegno e dei sacrifici fatti da me e dalla mia famiglia. Non mi sento arrivato ma devo continuare a migliorare”.

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“Non mi sento un titolare, qui ci sono tanti giocatori forti. La mia occasione la cerco di costruire durante gli allenamenti. So che ogni giornata posso giocare come andare in panchina”.

Al Brescia sono arrivato all’età di 10 anni. Avevo avuto offerte dall’Inter e dell’Atalanta ma la mia scelta è sempre stata il Brescia. Sono legato a questa societàm nei ricordi ho Baggio al Touring di Coccaglio e quello in Serie A. Andavo allo stadio con mio padre”.

“Mi piace stare con la mia ragaza e gli amici. Guardo serie tv e mi piace uscire. Non ho un rito particolare prima di ogni gara, non sono scaramantico. Ho qualche mio segnale per concentrarmi”.

Rapporto con i compagni di reparto? È ottimo. Mi trovo davvero bene con tutti, sono ottimi ragazzi. Ci sproniamo e ci incitiamo a vicenda. Lopez? Da ex difensore mi aiuta a cogliere e leggere le situazioni. Ci da dei consigli utilissimi”.

Covid? Non abbiamo mutato il nostro modo di essere professionisti. Questo è il nostro lavoro e cerchiamo di farlo al meglio. Viviamo le difficoltà di tutti al di fuori del campo ma quando ci alleniamo e giochiamo diamo il massimo”.

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