BRESCIA, MARROCCU: “IL CALCIO DEVE ANDARE AVANTI MA CON I TIFOSI”

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Sulle colonne di Bresciaoggi il direttore sportivo del Brescia Francesco Marroccu ha commentato le voci di un possibile ritorno alle gare a porte chiuse e della riduzione di capienza degli stadi. Il braccio destro di Massimo Cellino ha inoltre tracciato una linea seguita in queste difficili settimane dal Brescia.

“Al momento non ci è stato comunicato nulla -ha specificato il direttore sportivo del Brescia Francesco Marroccu-. Siamo fermi alle precedenti disposizioni ma di norma i provvedimenti varati per la Serie A fanno da apripista”. Il riferimento è alla scelta della Lega di porre il limite di capienza a 5000 posti per le gare del 16 e 23 gennaio in Serie A oltre al 50% per quelle dell’8 e 9 oltre alla Supercoppa Italiana di mercoledì.

Tifosi considerati imprescindibili per il fituro del calcio e delle società specialmente di Serie B: “Siamo preoccupati per il futuro del calcio -ha dichiarato il direttore sportivo del Brescia Francesco Marroccu facendosi portavoce del pensiero del club biancazzurro-. Ci pare giusto e doveroso tutelare la salute dei tifosi ma per le società di Serie B la presenza del pubblico è indispensabile per le casse societarie”.

“Quando abbiamo letto del possibile ritorno alle porte chiuse abbiamo accolto la notizia con tristezza e frustrazione. Per il momento non sembrano esserci i presupposti, speriamo sia davvero così -la specifica di Marroccu-. Il calcio senza tifosi non è calcio!”.

La società di via Solferino ha le idee chiare su cosa sarebbe giusto fare per il bene del calcio in tempi di pandemia. “Siamo convinti che si debba andare avanti -l’osservazione del diesse del Brescia il quale entra nello specifico- Attraverso sacrifici, attenzione e rispetto delle regole il covid può essere gestito. Noi, come altri in Serie B, siamo stati attenti alla gestione dei casi di positività. I nostri calciatori hanno inoltre rinviato le vacanze e non sono andati all’estero, molti hanno trascorso il capodanno in famiglia oltre ad avere fatto numerosi test e in anticipo. Abbiamo dimostrato che una corretta gestione del virus può esistere”

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