NUOVO RUOLO PER IL BRESCIANO: DAL MURETTO ALLA CRESCITA DEI TALENTI DEL CAVALLINO
L’addio di Riccardo Adami al muretto box Ferrari segna la fine di un’era silenziosa ma fondamentale per la Scuderia. Dopo anni vissuti in prima linea, con le cuffie indossate e lo sguardo fisso sui monitor, l’ingegnere bresciano lascia la pista e si separa professionalmente da Lewis Hamilton, con cui il rapporto non ha mai trovato una vera sintonia.
La collaborazione con il sette volte campione del mondo si è rivelata complessa sin dalle prime gare. Le difficoltà comunicative, emerse in modo evidente attraverso numerosi team radio discussi e analizzati, hanno raccontato di un’intesa tecnica mai realmente sbocciata. Nessuna rottura traumatica, ma una consapevolezza maturata nel tempo: per rendere al massimo, pilota e ingegnere devono parlare la stessa lingua, anche emotiva.
L’uscita dal muretto non è però una bocciatura, anzi. Ferrari ha scelto di valorizzare l’esperienza e la competenza di Adami affidandogli un nuovo ruolo strategico a Maranello. Sarà responsabile della Ferrari Driver Academy e del gruppo impegnato nei test con le vecchie monoposto, un incarico cruciale per la crescita dei giovani talenti e per lo sviluppo tecnico della squadra.
Entrato in Ferrari nel 2015, Adami ha lasciato un segno profondo. Con Sebastian Vettel e Carlos Sainz ha contribuito a stagioni di altissimo livello, sfiorando il titolo mondiale e garantendo continuità e metodo in momenti delicati. Prima ancora, alla Toro Rosso, aveva costruito un rapporto umano e professionale fortissimo con Vettel, diventando una figura di riferimento apprezzata nel paddock.
Riccardo Adami lascia il muretto box, ma non la Ferrari. Il suo lavoro, fatto di competenza, dedizione e visione, resta una delle colonne su cui il Cavallino continua a costruire il proprio futuro.



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