”ONDA BLU”: EMOZIONI PER IL DOCUFILM SULLA PROMOZIONE DEL 2016 DEL BASKET BRESCIA

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ALLA OZ PRESENTI IN 300 E ALCUNI DEI PROTAGONISTI DI QUELLA CAVALCATA STORICA

Non è stata una semplice proiezione. Non è stato soltanto un film. È stata una dichiarazione d’amore. Un abbraccio collettivo alla storia più bella della pallacanestro bresciana, nel momento in cui il suo futuro appare più incerto che mai.

Oltre 300 persone hanno gremito la Multisala OZ per assistere a “Onda Blu”, il docufilm che racconta la straordinaria cavalcata culminata dieci anni fa con la promozione in Serie A1. Una serata carica di emozioni, nostalgia e commozione, vissuta da una città che oggi si sente ferita, ma che non vuole dimenticare ciò che è stata capace di costruire.

Tra il pubblico c’erano tantissimi tifosi. Volti segnati dalla preoccupazione per quanto sta accadendo attorno al basket cittadino, ma desiderosi di ritrovare almeno per una sera quel senso di appartenenza che aveva accompagnato una delle pagine più belle dello sport bresciano.

Sul grande schermo sono tornati a vivere i sacrifici, le paure, i sogni e le imprese di una squadra diventata leggenda. Una squadra che, attraverso venti durissime partite di playoff, riuscì a riportare Brescia nell’élite della pallacanestro italiana, restituendo entusiasmo e identità a un’intera città.

Le immagini hanno fatto riaffiorare ricordi che il tempo non è riuscito a cancellare. E le lacrime, in molti momenti della serata, hanno preso il sopravvento.

Particolarmente emozionati Matteo Bonetti e Graziella Bragaglio, anime della rinascita del basket bresciano insieme a Franco Dusin, presidente della Centrale del Latte, e all’allora sindaco Emilio Del Bono. Furono loro, con coraggio e visione, a credere che Brescia meritasse di tornare a sognare quando tutto sembrava perduto.

Nei loro occhi, durante la proiezione, si leggeva l’orgoglio per quanto costruito e, inevitabilmente, anche l’amarezza per un presente che rischia di mettere in discussione un patrimonio sportivo e umano nato da anni di lavoro, passione e sacrifici.

Ad applaudire in sala c’erano anche alcuni dei protagonisti di quell’impresa irripetibile: coach Andrea Diana, il general manager Sandro Santoro, il vice allenatore Max Giannoni e i giocatori Franko Bushati, Marco Passera, David Moss e Mirza Alibegovic. Nomi che per i tifosi bresciani rappresentano molto più di semplici atleti: sono i volti di una favola sportiva che ha saputo unire una città intera.

Il docufilm ha riportato alla luce aneddoti mai raccontati, retroscena, momenti di tensione e di gioia. Ha mostrato il dietro le quinte di un gruppo straordinario, costruito su valori autentici e su un senso di appartenenza raro nello sport moderno.

Ogni immagine, ogni intervista, ogni frammento di quella cavalcata sembrava parlare direttamente al cuore del pubblico. Perché quella promozione non fu soltanto una vittoria sportiva. Fu la vittoria di una comunità che aveva scelto di credere in un sogno apparentemente impossibile.

Alla fine della proiezione gli applausi sono durati a lungo. Non soltanto per il film, ma per ciò che rappresenta. Per una storia che nessuno potrà cancellare.

In un momento in cui il basket bresciano vive forse le ore più delicate della sua storia recente, “Onda Blu” ha ricordato a tutti una verità semplice ma potentissima: le società possono cambiare, i dirigenti possono passare, ma ciò che una squadra riesce a lasciare nel cuore della propria gente resta per sempre.

E ieri sera, alla Multisala OZ, Brescia ha dimostrato di non aver dimenticato nulla. E che nessuno può cancellare la storia.

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