SI PUO’ TORNARE A GIOCARE? ECCO IL PARERE DEI MEDICI SPORTIVI

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Un articolo, un editoriale sul tema del calcio al tempo del coronavirus. E’ quello apparso e rapidamente diffusosi, sul popolare “BJSM“, il British Journal of Sport Medicine: una rivista medico sportiva pubblicata con cadenza settimanale nel Regno Unito dalla British Medical Association. I medici di Inter, tra cui il bresciano Alessandro Corsini, e Paris Saint Germain, hanno infatti spiegato come sia, al momento, “sconsigliata e insensata la ripresa dell’attività agonistica”.

“Inizialmente, nonostante il fenomeno dell’epidemia, lo sport professionistico non è stato interrotto e l’11 marzo 2020 il primo calciatore della Serie A italiana è risultato positivo al coronavirus…”

Dall’8 marzo 2020 la Serie A italiana è stata fermata almeno fino al 3 aprile 2020, ma, nel frattempo, alcune società chiedono di riprendere l’attività di allenamento per non perdere la forma fisica”.

E qui entrano in campo i medici italiani ai quali, a norma di legge, è attribuita la responsabilità della tutela sanitaria dei calciatori:

“C’è una forte opposizione da parte dei medici della squadra di Serie A: recentemente, all’unanimità, hanno inviato una lettera alla Lega Serie A per sconsigliare vivamente di riprendere l’attività calcistica prima che l’emergenza COVID-19 sia chiaramente migliorata“.

La spiegazione tiene conto di numerosi fattori:

“Anche se i calciatori potrebbero avere un basso rischio di morte come conseguenza di un’infezione da COVID-19 grazie alla loro giovane età, potrebbero comunque sviluppare una grave insufficienza respiratoria con conseguente il ricovero in ospedale. Inoltre, il calcio è uno sport di contatto e i giocatori di calcio stanno spesso in stretta relazione con i compagni di squadra durante le loro attività quotidiane e i campionati. Questi fattori pongono pertanto i giocatori in un alto rischio di trasmissione di malattie per sé e per gli altri“.

La conclusione è un inno al buonsenso, alla riduzione del rischio di malattie e alla prevenzione della salute e tutela dei calciatori:

“Per questi motivi, la professione di calciatore non consente il rispetto delle normali regole di protezione raccomandate dall’OMS…”

“Oggi il Sistema Sanitario Nazionale italiano si trova a fronteggiare la battaglia di un enorme squilibrio tra le esigenze cliniche della popolazione e la disponibilità complessiva di risorse oberate dalle richieste dei casi COVID-19. In questo contesto, la ripresa del calcio professionistico potrebbe mettere a rischio la salute dei calciatori che, in caso di infortunio o malattia, potrebbero da un lato non essere trattati in modo ottimale ma dall’altro sopratutto gravare ulteriormente il SSN: sarebbe lecito chiedersi se la ripresa sportiva sia in queste condizioni eticamente corretta”

Per chi volesse leggere la versione integrale: https://bjsm.bmj.com/content/early/2020/03/24/bjsports-2020-102306


 

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