BRESCIA, FUORI L’ORGOGLIO: ORA È LA SQUADRA A DOVER TRASCINARE I TIFOSI

IL MALUMORE E LA CONTESTAZIONE SONO LEGITTIMI: ORA I GIOCATORI SONO CHIAMATI A DARE RISPOSTE

Indossare la maglia del Brescia non è cosa da tutti e non è cosa da poco. Premessa importante per capire che il valore della “V” bianca sul petto è molto di più di una semplice rondinella stilizzata. Vestire la maglia del Brescia significa portare addosso il peso di una provincia, di una città e di una tifoseria innamorata della propria squadra e di questi colori. Troppo facile dire che il pubblico deve trascinare la squadra, di essere il 12° uomo in campo. Quello del Brescia lo è sempre stato, in casa e in trasferta. L’ultima dimostrazione di amore incondizionato è arrivata a Bolzano dove al piccolo Druso sembrava di giocare in casa. 1200 tifosi hanno raggiunto la località trentina per seguire la propria passione, per cantare a squarciagola il proprio amore, ripagati da una prestazione ben al di sotto della sufficienza. E allora il castello crolla, le ideologie di un calcio in cui la tifoseria deve trascinare la squadra vacillano e si sgretolano. Ora il gruppo capitanato da Bisoli deve riconquistarsi la fiducia a suon di prestazioni di una certa valenza, sotto il profilo caratteriale e tecnico. Nel calcio perdere ci può stare ma è il come si arriva alla sconfitta a fare la differenza. Il pubblico bresciano ha sempre dimostrato attaccamento, amore, voglia di lottare e spingere la squadra alla vittoria. Ora dovranno essere i giocatori a trascinare la gente, non più il contrario. Ora in campo deve scendere l’orgoglio: quello di indossare la maglia gloriosa del Brescia!

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