BRESCIA, CELLINO CON IL FIATO CORTO

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TRA I TIFOSI SERPEGGIA SEMPRE PIU’ IL MALUMORE. ANCHE IL SETTORE GIOVANILE IN DIFFICOLTA’

Acque agitate attorno al Brescia Calcio. La presa di posizione della Curva Nord Brescia è la goccia che ha fatto traboccare il vaso del malcontento attorno alla figura di Massimo Cellino. Il presidente delle rondinelle è il bersaglio delle critiche di queste ore derivanti dall’ennesima prestazione opaca della squadra e di risultati sportivi che mancano (7 gare senza vittoria). Da inizio stagione ad oggi numerose sono state le situazioni che hanno portato allo sfogo, via social, del tifo organizzato, quello stesso che sempre, in casa e in trasferta, ha sostenuto la squadra.

Ma il malessere è profondo figlio probabilmente di una chiarezza che sorpattutto ultimamente è venuta meno. Il “caso Bertagnoli” arrivato alla vigilia di una gara importante come quella contro l’Ascoli ha ingigantito le cose. La posizione di Clotet è suonata come l’ennesima sentenza per Cellino: “Questioni societarie non tecniche”. Cavilli contrattuali, si dice, si vocifera. Eredità, forse, tra altre, della gestione precedente di Francesco Marroccu che non se la passa bene nemmeno a Verona (non lo diciamo noi….leggete qui) pronto a piazzare la ciliegina Diego Lopez (togliendoci l’ansia). Marroccu, ricordiamo pronto ad abbandonare la nave già prima di Monza (semifinale playoff).

Il pareggio del Rigamonti contro i marchigiani ha solamente incrementato le polemiche. La vittoria manca come l’aria al Brescia e vederla sfumare all’ultimo ha fatto infuriare tutti. Dopo un inizio folgorante e abbagliante il Brescia si è presto spento. Chi si era illuso è tornato sulla terra ed ora vede nero nella rosa bianaczzurra. La dimostrazione, come sempre, nel calcio la fanno i numeri: il Brescia non vince da 7 partite (Coppa Italia compresa), non è più la squadra spavalda delle prime giornate, attanagliata da paure e tatticismo forse esasperato.

Soluzioni? Ascoltare maggiormente un uomo esperto e carismatico come Giorgio Perinetti potrebbe fare comodo. Il dirigente è rimasto fin troppo nelle retrovie. Sia in tema di mercato (per gennaio) che nella gestione della situazione attuale. Da profondo conoscitore di calcio tante ne ha viste e altrettante ne ha superate..

Nel sottobosco delle difficoltà emergono crepe anche all’interno del Settore Giovanile dove il mancato rinnovo di Christian Botturi (artefice del miracolo Pro Sesto, in zona playoff in Serie C!) sta portando ad una crisi di risultati e d’identità. Chi sta ora al comando fatica a tenere il passo del predecessore. Perchè se è vero che nel calcio dei giovani i risultati contano fino a pagina 2 è altrettanto vero che la vittoria è comunque una scuola e palestra non indifferente. Nell’ultima giornata le baby rondinelle hanno subiti 4 sconfitte in 6 partite delle giovani rondinelle. Ma è purtroppo una consuetudine. Anche dal punto di vista organizzativo le difficoltà non mancano con la perdita di affiliazioni e l’uscita di scena di alcuni giovani passati alle società “rivali”. Lo spiraglio di luce sono le due convocazioni nelle rappresentative nazionali di due giovani. Ma serve di più!

In uno scenario così complicato al quale vanno aggiunte le personali difficoltà legali di Cellino vedere rosa nel nero diventa difficile anche per un artista impressionista di altissimo livello. La speranza, come sempre per amore della maglia e della squadra della nostra città, è che presto arrivi la luce, che la Leonessa torni a ruggire in tutti gli ambiti e settori. Ma serve un cambio di tendenza, o forse, un ritorno al passato. Ma serve…

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