Il tecnico alla vigilia della trasferta di Lecco: «Il campionato è lungo, dobbiamo pensare a quello che possiamo controllare. La prestazione con le Dolomiti va trasformata in risultato».
Tre giorni per smaltire la rabbia, poi trasformarla in energia. Eugenio Corini si presenta all’antivigilia della trasferta di Lecco con un concetto molto chiaro: l’Union Brescia deve lasciarsi alle spalle il pareggio con le Dolomiti Bellunesi, ma senza dimenticare quanto accaduto. «Anche personalmente ci sono voluti tre giorni per farmela passare – ammette il tecnico – ma l’incazzatura deve diventare una fonte da cui andare a prendere delle cose e trasformarle in modo positivo».
Corini difende il lavoro della squadra e soprattutto la prestazione dell’ultima giornata. «Ho visto nei ragazzi la stessa arrabbiatura per una partita fatta molto bene che non ha portato i tre punti. Non dobbiamo mollare sul livello degli allenamenti, sull’intensità e sulla crescita che stiamo dimostrando». Il problema, rispetto al netto successo con l’Alcione, è stato soprattutto nella finalizzazione. «I presupposti per fare gol li abbiamo avuti anche contro le Dolomiti. Siamo stati penalizzati probabilmente da una decisione che ci ha tolto una vittoria, ma dobbiamo lavorare su quello che possiamo controllare».
Il pensiero corre inevitabilmente al Cittadella, già avanti di sei punti. Corini però non vuole alimentare l’ansia da rincorsa. «Non mi interessa quello che fa la squadra prima. Dobbiamo pensare a noi, all’avversario di turno e a portare a casa il risultato migliore possibile, che quando lotti per vincere il campionato è la vittoria». E sulla classifica aggiunge: «Il campionato è lungo, non è una frase fatta. A volte cavalchi l’onda, a volte ci rimani sotto. Noi dobbiamo stare dentro».
Anche il confronto con il presidente Giuseppe Pasini e il direttore sportivo Ferretti viene affrontato con serenità. «Bisogna vedere le cose con lucidità. È importante parlarsi, dirsi le cose e valutare cosa bisogna migliorare, ma anche capire cosa stai facendo di importante». Corini non si sente abbandonato dalla società: «Sento fiducia da parte di tutti i nostri giocatori e di tutta la società. Ho una motivazione così forte dentro che penso che questa squadra arriverà a prendersi quello che vuole».
A Lecco servirà però qualcosa in più negli ultimi metri. «Quel dettaglio che manca sono queste piccole cose che fanno la differenza. I presupposti dobbiamo continuare a crearli, con più cattiveria e convinzione». Il riferimento è anche al finale contro le Dolomiti: «All’89’ facciamo il 2-1 e al 95’ e 30 secondi Di Molfetta tira e Pellegrini viene anticipato quasi sulla linea di porta».
Sul fronte infermeria, De Maria non sarà rischiato, Rizzo è fermo per un problema muscolare e salterà la trasferta, mentre resta da valutare la situazione di Marras. Assente Sina, impegnato con la Nazionale. Recuperabile Lamesta, mentre Di Molfetta è ormai vicino alla piena condizione. In porta, invece, ancora fiducia a Zacchi: «Gori ha bisogno di lavorare con continuità. Per questa partita inizierà ancora Zacchi».
Infine il dispiacere per l’assenza dei tifosi bresciani, che non potranno seguire la squadra al Rigamonti-Ceppi: «Il calcio è fatto per i tifosi. Quando vengono fuori casa i nostri sono sempre molti e ci sostengono. Dispiace tantissimo». A Lecco, dunque, l’Union dovrà fare da sola. Con una rabbia da trasformare in energia e un unico obiettivo: tornare a vincere.



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