BRESCIA CALCIO, IL TRIBUNALE DICHIARA IL FALLIMENTO. CELLINO ANNINCIA IL RICORSO: «DECISIONE REVERSIBILE»

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IL TRIBUNALE DI BRESCIA METTE LA PAROLA FINE A 114 ANNI DI STORIA. MA L’EX PRESIDENTE NON MOLLA…

Il Brescia Calcio è ufficialmente fallito. Con la sentenza emessa dal Tribunale di Brescia arriva il sigillo giudiziario su una crisi che, negli ultimi mesi, aveva ormai assunto i contorni dell’inevitabile. La società biancazzurra entra in liquidazione giudiziale, chiudendo – almeno per ora – una storia lunga 114 anni che ha attraversato generazioni di tifosi e regalato al calcio italiano campioni del calibro di Roberto Baggio, Pep Guardiola, Andrea Pirlo e Sandro Tonali.

Il fallimento rappresenta l’epilogo di una vicenda iniziata ben prima dell’estate 2026. Le prime avvisaglie erano emerse nel 2025, quando le difficoltà economiche avevano iniziato a compromettere la gestione del club. Il mancato pagamento delle scadenze fiscali e federali ha poi innescato un effetto domino culminato con l’esclusione dal calcio professionistico e, successivamente, con l’apertura della procedura fallimentare.

Tra i temi più discussi resta la gestione delle risorse economiche durante la presidenza di Massimo Cellino. Al centro del dibattito, i proventi derivanti dalla cessione di Sandro Tonali al Milan e i successivi bonus maturati con il trasferimento del centrocampista al Newcastle, per un valore complessivo di circa 6 milioni di euro. Somme che, secondo molti osservatori, avrebbero potuto contribuire a garantire maggiore stabilità ai conti societari, ma che non sono bastate a evitare il collasso finanziario.

Nelle ultime settimane il presidente aveva tentato un’estrema soluzione per preservare almeno la matricola sportiva del Brescia, manifestando l’intenzione di iscrivere una formazione giovanile ai campionati federali. Un progetto che, tuttavia, non ha trovato i presupposti necessari per andare in porto.

La vicenda, però, potrebbe non essere ancora definitivamente chiusa. Interpellato da Italpress dopo la sentenza, Massimo Cellino ha infatti annunciato l’intenzione di impugnare il provvedimento.

«Spero sia ancora reversibile questa decisione perché c’è un grosso errore di interpretazione e un danno che va evitato nell’interesse dei creditori», ha dichiarato l’ex presidente del Brescia.

Alla domanda sulla possibilità di presentare ricorso, Cellino non ha lasciato spazio a dubbi:

«Penso proprio di sì perché c’è un grosso errore di comunicazione nella pratica, in quanto non siamo riusciti a chiarire bene. Perciò c’è una grossa possibilità».

Le prossime settimane saranno quindi decisive per capire se il ricorso annunciato dall’imprenditore sardo potrà modificare il quadro giuridico delineato dal Tribunale oppure se la sentenza rappresenterà davvero il capitolo conclusivo della storia del Brescia Calcio.

Nel frattempo, la città guarda avanti. Dopo il fallimento della società di via Solferino, il calcio bresciano ha già iniziato una nuova fase con la nascita dell’Union Brescia, realtà sostenuta dall’imprenditore Giuseppe Pasini che raccoglie idealmente l’eredità sportiva della tradizione biancazzurra. Resta però il peso di una ferita profonda: la scomparsa del Brescia Calcio, uno dei club più antichi del panorama calcistico nazionale, destinata a rimanere una delle pagine più amare nella storia dello sport cittadino.

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