BRESCIA, IL PERCHE’ DELL’ENNESIMA ROTTURA CON INZAGHI

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Il pareggio contro il Benevento aveva già mandato su tutte le furie il presidente del Brescia Massimo Cellino. Un suo labiale condito da un “vaffa”al triplice fischio dell’arbitro era stato immortalato dalle telecamere di Sky. Nonostante il malcontento il patron era stato al fianco della squadra tutta settimana puntando ad una reazione contro il Pordenone. Ma l’amara verità del campo, con l’1-1 con tanto di fischi dai tifosi del Brescia presenti a Lignano, ha ancor più infastidito il patron delle rondinelle che ora medita il da farsi.

Il tentato esonero, poi rientrato per questioni contrattali dello scorso febbraio, non è ruscito nel tempo a mitigare la rabbia di Cellino. A poche giornate dal termine e con il Brescia non del tutto tagliato fuori dalla corsa promozione diretta il numero uno di via Solferino non vuole farsi sfuggire l’occasione di cogliere la Serie A a costo di cambiare guida tecnica.

L’ipotesi di un cambio ha da sempre inseguito i pensieri del patron. Alla bae della decisione c’è l’involuzione tecnica e temperamentale della squadra. Per Cellino il tecnico aveva perso smalto, lucidità di lettura delle situazioni e soprattutto la proverbiale grinta. Non tanto nel personaggio quanto nel trasmetterla ai propri giocatori. La prestazione vuota di Pordenone ha dato il via ai molteplici interrogativi presidenziali.

Se Eugenio Corini sarà il presente, non è escluso che nel futuro possa esserci Fabio Liverani. Il tecnico, ex di Lecce e Parma, sembra essere il preferito di Cellino per un eventuale cambio la prossima stagione. Con ogni probabilità e sena guardare i contratti le strade di Inzaghi e del Brescia si separeanno. Liverani è il nome caldo anche se su di lui c’è l’interesse del Venezia in Serie A e con l’acqua della Laguna alla gola per una possibile retrocessione.

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