CELLINO TORNA A PARLARE E TUONA: ”BRESCIA, CITTA’ MALIGNA”

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DURISSIMO ATTACCO DELL’EX PRESIDENTE ALLA CITTA’ E AI TIFOSI

Dalle colonne dell’Unione Sarda Massimo Cellino è tornato a parlare. Parole dure, durissime quelle dell’ex patron delle rondinelle che lasciano poco margine all’immaginazione.

Ero convinto che ci fosse una società molto più organizzata. Io, arrivato dall’Inghilterra, pensavo di spenderci un giorno al mese, a Brescia. Invece mi sono reso conto che c’erano molti più debiti di quelli che mi avevano dichiarato. C’erano 12 milioni di debiti Iva e me li hanno chiesti il giorno dopo che sono arrivato. Sono riuscito a salire in serie A, poi è arrivato il Covid. Ma soprattutto c’è stata tanta cattiveria, tanta malvagità, io non riesco proprio a capirlo. Però è il posto malvagio. Se una società, in 115 anni, ha fatto 10 serie A e 105 in altre categorie non è colpa di Massimo Cellino. C’è il maligno là dentro. A parte il fatto che il compleanno del Brescia è il 17 luglio. Se l’avessi saputo, col c… che l’avrei comprato”

”Mi hanno spiegato che il maligno si accanisce con chi fa qualcosa di importante per la Chiesa. Io l’ho costruita perché avevo fatto un voto all’Immacolata, in caso di promozione in Serie A. E se vado a Brescia, la prima cosa che faccio è andare a pregare in quella cappella. Anche se il maligno si è accanito in una città dove la bestemmia è troppo diffusa. Una cosa che non ho mai tollerato”.

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