FRANZONI DA PAURA, ARGENTO NELLA LIBERA ALLE OLIMPIADI

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IL BRESCIANO DI MANERBA SFIORA L’ORO, E’ NATA UFFICIALMENTE UNA STELLA

Cortina d’Ampezzo si è svegliata sotto un cielo carico di attesa e ne è uscita con un nome inciso nella neve e nella storia: Giovanni Franzoni, bresciano, medaglia d’argento nella discesa libera olimpica. Un’impresa che vale più di un podio, perché racconta un territorio, una mentalità, un modo di stare al mondo fatto di lavoro duro e poche parole.

Franzoni ha sciato come si vive a Brescia: testa bassa, sguardo avanti, senza fronzoli. Sulla pista di Cortina non ha cercato l’effetto speciale, ma la linea giusta. Curve pulite, velocità controllata, coraggio nei tratti più cattivi. È lì che è uscita la sua vera forza, quella che nasce tra le montagne lombarde, tra allenamenti all’alba e sacrifici silenziosi. Giovanni a soli 20 centesimi dalla medaglia d’oro e davanti al compagni Paris.

L’argento olimpico brilla come l’acciaio di cui Brescia è capitale: resistente, concreto, affidabile. Non è un metallo che si ostenta, ma che dura. E proprio come la sua terra, Franzoni non ha urlato al traguardo: ha sorriso, con quella compostezza tipica di chi sa quanta fatica c’è dietro ogni risultato.

A Cortina ha vinto lo sport italiano, ma soprattutto ha vinto la brescianità: la determinazione di chi non molla, la capacità di crederci sempre senza mollare mai, l’orgoglio discreto di rappresentare una provincia che lavora, soffre e sogna in silenzio. Come Giovanni.

Giovanni Franzoni torna a casa con una medaglia d’argento al collo e un’intera provincia nel cuore. E Brescia, oggi, scende idealmente in pista con lui, più fiera che mai.

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