GERMANI: I 60 ANNI DI MATTEO BONETTI IN UN LIBRO

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La follia, il genio, l’amore per il basket.

Alle 18,30 all’Auditorium di Santa Giulia Matteo Bonetti presenta il libro “IL TRASFORMISTA”, scritto da Raimondo Lunardi e che parla della doppia anima di quello che per tutti è il “patron” della squadra cittadina.

La serata sarà moderata da Alessandro Mamoli, Matteo Soragna e Flavio Flamini.

La scelta della presentazione del libro biografico sulla vita del Dott. Matteo Bonetti non è casuale.

Per nulla.

Oggi Matteo compie 60 anni, gli ultimi 13 spesi a portare il basket a Brescia ad un livello dove nessuno era mai riuscito prima.

Il “pazzo lucido” come lo aveva descritto il presidente della Centrale del Latte Franco Dusina in un’occasione pubblica, ben spiega il personaggio: chi scrive oramai lo conosce da molto più tempo delle sue esperienze bresciane.

Il basket per Matteo Bonetti è qualcosa in più di una semplice passione. Matteo è una persona di cuore e come tutti quelli che mettono il cuore innanzi a ogni cosa, è una persona genuina, a cui nonsi può non voler bene.

Nel 2005 mi raccontò di voler riportare il basket a Brescia. Beh, secondo voi quanto ci impiegò a conquistarmi?

Nel 2007, ospite di Fabio Tavelli a Brescia Punto Tv, raccontò all’anchorman di casa nostra questo desiderio.

Fabio la mattina dopo mi chiamò dicendomi che secondo lui Matteo era “matto”: io sorrisi perché sapevo già questo desiderio di Matteo. E speravo riuscisse nel suo intento.

C’è riuscito, nel 2009.

Il resto è storia: dalla prima amichevole al San Filippo contro Verona nel totale scetticismo della piazza (siamo bella gente noi bresciani, eh), alla promozione in A2 contro Trapani in una finale promozione surreale per come Brescia riuscì a vincere in carrozza; dall’esordio di Barcellona Pozzo di Gotto alla finale promozione con Pistoia, in un’annata iniziata per ultimi ma con la promessa di non arrivare ultimi.

La folle stagione succcesiva, le due immediatamente dopo che consacrarono Brescia nel mondo del basket: gara 5 a Scafati, più che gara 5 con la Fortitudo. Il San Filippo che diventa il palaGeorge, che diventa il PalaLeonessa, due partecipazioni in fila alla F8 di coppa Italia.

Una finale persa che ancora brucia, una semifinale storica con Milano, che ha lenito in parte i dolori della notte del palazzo di San Siro che quelli come me portavano ancora nel cuore.

Up&Down: arrivano i 60, Brescia è terza, tra 2 settimane gioca di nuovo le finali di coppa.

Facciamolo un regalo al patron…

Se lo merita.

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