TOP&FLOP DI LECCE-BRESCIA: SI SALVI CHI PUÒ

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JORONEN 6: Come sempre se il passivo del Brescia non è pesante lo si deve allo spilungone finlandese il quale si dimostra portiere che merita un palcoscenico diverso che il penultimo posto in Serie A e la retrocessione in Serie B

SABELLI 4: Emblematica la scena in cui Mancosu scatta sulla fascia e il laterale romano lo rincorre ad una velocità dall’attuale Ferrari di Formula 1. E’ l’uomo più in difficoltà della serata, irriconoscibile rispetto al Sabelli dell’intero campionato.

PAPETTI 5: Gravissimo errore sul primo gol di Lapadula come sul tris di Saponara. Errori ad evidenziare di essere acerbo e da plasmare. Ha delle buone basi ma deve lavorare tanto. La grinta non gli manca ed è già un buon punto di partenza.

CHANCELLOR 4: Semplicemente devastante ma a sfavore nostro. Rischia di commettere fallo da rigore su Lapadula, sempre fuori posizione e con la testa tra le nuvole. Imbarazzante il rinvio addosso a Sabelli in piena area con il rischio di causare un penalty. Una sciagura che Lopez leva dopo 45′ da incubo

MANGRAVITI 4,5: Non ce ne voglia Massimiliano ma la prestazione di Lecce è in linea con quelle messe in mostra in questo campionato. E’ in difficoltà ed è poco tranquillo. Quando ha la palla nei piedi l’unica cosa che riesce a fare e calciarla lontano il più possibile.

ZMRHAL 6: Sua la conclusione più pericolosa della patita, al di là del gol di Dessena. Gioca a destra ma come con la Spal non è mai servito dai compagni. Quando entra in possesso da l’idea di provarci.

DESSENA 5,5: Il gol non lo salva dall’ennesima serata in cui dimostra che in quella posizione di campo non può giocare, specialmente se Tonali si nasconde lasciando a lui l’impostazione. I lanci per nessuno di Lecce rimarranno un must. Bene solo il gol

TONALI 4: Questo Sandro non vale 50 milioni! Inutile girare intorno al problema. Se fisicamente il giovane non è al massimo, mentalmente lo è ancora meno. Non ne azzecca una giusta ma quel che fa più specie è il nascondersi nella fase d’impostazione.

MARTELLA 5: Forse ci eravamo stupiti dell’exploit con la Spal. La prestazione di Lecce ci ridona il buon vecchio Bruno.

TORREGROSSA 5: Si danna l’anima ed è uno dei pochi che lo fa. Poco supportato dai compagni spesso fa a sportellate da solo. Meriterebbe la sufficienza per come calcia di rabbia un pallone in tribuna sul 3-1, segno di un attaccamento alla maglia. Ma la prestazione è negativa e toppe volte prova la soluzione solitaria senza mai essere incisivo.

DONNARUMMA 4: L’attenuante è che ha sempre giocato e probabilmente mancava di lucidità. La realtà è che è oggetto misterioso al Via del Mare. Sovrastato dai difensori del Lecce viene giustamente lasciato negli spogliatoi a fine primo tempo.

SEMPRINI 5: Entra ma naufraga come i compagni nelle mille difficoltà di una serata negativa

GASTALDELLO 6: Per la verità il suo ingresso in campo lascia tutti di sasso. Ma come? Non gioca dalle calende greche e lo butta nella mischia? Il capitano riesce comunque a non sfigurare.

BJARNASON 4,5: La modalità con la quale si fa soffiare il pallone per il gol del 3-1 da l’idea della concentrazione e dall’attenzione messa in campo da quando è subentrato.

AYE 5: Non si può dare la sufficienza a chi fa l’attaccante e non segna mai. La buona volontà non basta, nel calcio.

DIEGO LOPEZ 4: Bisognerebbe capire cosa ha spinto Lopez ha modificare l’assetto difensivo rompendo l’equilibrio (già precario) della coppia Papetti-Mateju mettendo il frastornato Chancellor (vedi Atalanta). E perchè optare per Mangraviti a sinistra (che non è il suo ruolo) lasciando in panchina un discreto Semprini. A questo va aggiunto il cambio con Gastaldello in campo nella ripresa: che messaggio è?

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