UNION BRESCIA, IL SOGNO SI INFRANGE SULL’ASCOLI

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LA SQUADRA MARCHIGIANA DOMINA 3-0 E SI AGGIUDICA IL PASSAGGIO IN SERIE B

Ci sono sconfitte che fanno male. E poi ci sono sconfitte che lasciano il segno perché arrivano a un passo dalla felicità. L’Union Brescia si ferma proprio davanti all’ultimo ostacolo, cade 3-0 contro l’Ascoli e vede sfumare il sogno della Serie B dopo una rincorsa lunga un’intera stagione. Al Del Duca è festa bianconera, mentre sul volto dei giocatori di Eugenio Corini si leggono delusione, amarezza e incredulità. Perché la sensazione è che questa squadra abbia lasciato sul campo tutto ciò che aveva, senza però riuscire a trovare quella scintilla necessaria per cambiare il destino della finale.

Eppure l’inizio sembrava raccontare una storia diversa. L’Union Brescia era entrata in campo con personalità, aggressività e coraggio. Pressione alta, ritmo e voglia di imporre il proprio gioco. Ma le finali spesso premiano chi sa colpire al momento giusto e l’Ascoli ha dimostrato fin dalle prime battute di essere una squadra pronta a sfruttare ogni minima occasione. Prima Silipo, poi Giubré hanno fatto capire ai biancazzurri che la serata sarebbe stata tutt’altro che semplice. Il campanello d’allarme è diventato realtà all’11’, quando un’incertezza difensiva ha spalancato la strada a Rizzo Pinna. L’attaccante marchigiano ha avuto anche l’aiuto della sorte con un rimpallo favorevole, ma ha avuto soprattutto il merito di credere nell’azione fino in fondo, trovando il palo e poi la rete dell’1-0.

Da quel momento la partita è cambiata. L’Union Brescia ha iniziato a giocare con il peso del risultato sulle spalle. I passaggi sono diventati meno fluidi, le scelte più affrettate, il nervosismo ha iniziato a insinuarsi nelle gambe e nella testa. Eppure le occasioni per rimettere tutto in equilibrio non sono mancate. Mallamo prima su calcio d’angolo e poi Zennaro hanno provato a scuotere i biancazzurri. Ma l’episodio che probabilmente continuerà a tormentare i pensieri dei tifosi è arrivato poco prima dell’intervallo. Lamesta ha disegnato un assist perfetto, di quelli che sembrano già trasformarsi in gol. Mallamo si è ritrovato solo davanti a Vitale, con il pareggio a portata di piede. Il pallone, però, è finito incredibilmente fuori. Un errore che ha lasciato l’Union Brescia sotto di una rete e che, con il senno di poi, ha rappresentato il bivio decisivo della finale.

Se il primo tempo si era chiuso con il rimpianto, la ripresa si è aperta con una doccia gelata. Bastavano pochi minuti a Silipo per inventare la giocata che ha indirizzato definitivamente la serata. Un’accelerazione devastante, De Maria superato in area e una conclusione violentissima sotto la traversa che non ha lasciato scampo a Gori. Il 2-0 è stato un colpo durissimo, forse quello che ha spezzato definitivamente l’equilibrio emotivo della gara.

Corini ha provato a cambiare tutto. Ha inserito forze fresche, ha modificato l’assetto della squadra, ha cercato nuove soluzioni offensive. Ma l’Ascoli, forte del doppio vantaggio, ha controllato il match con sicurezza e in più di un’occasione è andato vicino anche alla terza rete. L’Union Brescia ha avuto il merito di non arrendersi. Ha continuato a spingere, a cercare un episodio che potesse riaprire la partita. Il colpo di testa di Silvestri terminato di poco sopra la traversa è stato forse l’ultimo vero sussulto di una squadra che ha continuato a crederci fino all’ultimo istante.

Nel finale, con i biancazzurri completamente sbilanciati in avanti e anche Vido in campo nel tentativo disperato di riaccendere la speranza, è arrivata la sentenza definitiva. Ancora Rizzo Pinna, il migliore in campo, ha trovato il gol del 3-0 che ha fatto esplodere la festa dell’Ascoli e chiuso definitivamente ogni discorso.

Fa male. Fa male perché il traguardo era vicino. Fa male perché l’Union Brescia aveva costruito una straordinaria cavalcata playoff e aveva dato l’impressione di poter completare l’impresa. Fa male perché una città intera aveva ricominciato a sognare.

Ma sarebbe un errore fermarsi al risultato di questa finale. Soltanto undici mesi fa l’Union Brescia non esisteva. Soltanto undici mesi fa il calcio bresciano stava ancora cercando di rialzarsi dopo una delle pagine più difficili della sua storia recente. Oggi, nonostante la delusione, esiste una società solida, una tifoseria che si è stretta attorno alla squadra e un progetto che ha dimostrato di poter competere ad altissimo livello fin dal primo anno di vita.

L’Ascoli festeggia meritatamente la Serie B. L’Union Brescia torna a casa a mani vuote. Ma dentro quella sconfitta c’è anche una certezza che pochi mesi fa sembrava impensabile: il futuro della Leonessa è tornato a esistere. E da qui, probabilmente, ripartirà un’altra rincorsa.

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