IL GOL DI SINA, UN SEGNALE: I CAMPIONATI SI VINCONO COSI

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PRESTAZIONE DECISAMENTE SOTTOTONO DEGLI UOMINI DI CORINI CHE OTTENGONO COMUNQUE IL MASSIMO DA UNA SERATA NEGATIVA

Ci sono vittorie che raccontano una partita. E poi ce ne sono altre che raccontano una stagione. Quella dell’Union Brescia al Voltini contro la Pergolettese appartiene, almeno per il momento, alla seconda categoria. Perché il gol di Sina al 97’ vale tre punti pesantissimi, tiene il Brescia a punteggio pieno e soprattutto lascia una sensazione precisa: questa squadra, anche quando non riesce a esprimere il proprio calcio, ha imparato a prendersi tutto quello che può.

È una vittoria dai due volti, quella ottenuta contro una Pergolettese capace di sporcare ogni linea di passaggio e di togliere ritmo alla costruzione biancazzurra. Ma sarebbe troppo semplice attribuire soltanto ai meriti dell’avversario le difficoltà mostrate dall’Union. La squadra di Corini ha faticato a trovare fluidità, ad aprire il campo con coraggio, a creare quelle condizioni necessarie per sviluppare una manovra più pulita e per arrivare con qualità negli ultimi metri.

Il Brescia è rimasto a lungo dentro una partita sporca, poco spettacolare, nella quale le occasioni non sono mancate da una parte e dall’altra ma nella quale la qualità della prestazione è rimasta lontana da quella mostrata all’esordio. È mancata continuità, è mancata brillantezza e, soprattutto, è mancata la capacità di comandare davvero il gioco. Non è un dettaglio sul quale passare sopra: se questa squadra vuole essere protagonista, dovrà necessariamente migliorare sotto questo aspetto.

Ma fermarsi qui sarebbe altrettanto sbagliato.

Perché il calcio, soprattutto quello dei campionati lunghi, non è soltanto estetica. È anche capacità di restare dentro le partite, di non perdere equilibrio quando le cose non funzionano, di continuare a crederci quando il tempo scorre e il risultato sembra ormai incanalato verso il pareggio. E al 97’ l’Union Brescia ha trovato la giocata che vale tre punti. Sina ha messo la firma su un successo che sembrava sfuggire e che invece, proprio all’ultimo respiro, è diventato realtà.

È questo il lato più interessante della serata del Voltini.

Una squadra che gioca male e vince all’ultimo minuto può lasciare qualche interrogativo. Una squadra che gioca male, soffre, non si disunisce e alla fine vince può invece mandare un segnale. Non è ancora il Brescia che Corini vuole vedere, ma è un Brescia che intanto continua a vincere.

E il valore di questo successo non va sottovalutato. Due partite, due vittorie, sei punti. Il campionato è appena iniziato e sarebbe prematuro trarre conclusioni, ma partire così significa mettersi immediatamente nelle condizioni di guardare in alto. Anche perché le stagioni importanti non si costruiscono soltanto attraverso le grandi prestazioni: spesso passano proprio da serate come questa, nelle quali bisogna soffrire più del previsto e trovare comunque il modo di portare a casa il massimo.

I margini di crescita sono evidenti. La manovra deve diventare più fluida, la squadra deve trovare maggiore coraggio nell’occupazione degli spazi e una qualità superiore nelle scelte offensive. Ma intanto Corini può tenersi stretto un elemento che pesa tantissimo: il Brescia sa vincere anche quando non riesce a giocare bene.

E forse è proprio questo il segnale più incoraggiante.

Perché i campionati non si vincono soltanto dominando. Si vincono anche con i gol al 97’, con le partite sporche, con i tre punti strappati quando sembravano ormai destinati a sfumare. Si vincono con la capacità di ottenere il massimo anche nelle giornate in cui il massimo, sul piano del gioco, non arriva.

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