BRESCIA AMARCORD: MANFRED BINZ, IL MINISTRO DELLA DIFESA

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IL TEDESCO FU UNO DEGLI ARTEFICI DELLA PROMOZIONE IN SERIE A CON EDY REJA IN PANCHINA

Campionato tedesco 1996, l’Eintracht di Francoforte è appena retrocesso e deve far cassa. La società a maluncuore mette sul mercato il suo gioiello della difesa Manfred Binz. Su di lui si fionda subito il Marsiglia, si parla dell’interesse dell’Inter, ma a spuntarla è il Brescia di Corioni desideroso di rimpiazzare Stefano Bonometti.

Edy Reja apprezza il professionismo di quel giocatore, ormai 32enne, facendone una colonna della difesa: Manfred diventa un leader e con 4 gol (uno di questi fondamentale per la promozione all’ultima giornata contro il Venezia) e prestazioni sontuose in difesa contribuisce non poco alla risalita delle Rondinelle in Serie A, tanto da essere definito miglior giocatore straniero del campionato di B del 1996/97.

In Serie A però le cose cambiano: Reja viene esonerato dopo una sola giornata, e con Materazzi Manfred non trova più spazio. Certo, l’esperienza è comunque positiva: nel Brescia scalpita un giovincello, all’epoca considerato trequartista, che si allena spesso assieme a Manni a tirare le punizioni, si chiama Andrea Pirlo. “Mi piace pensare abbia imparato qualcosa anche da me: aveva già una tecnica pazzesca allora, ma poi è diventato un top player”.

Ma dopo otto presenze Manni capisce che nonostante sia diventato uno dei beniamini della tifoseria e Brescia gli piaccia molto non c’è spazio per lui: d’altronde pare che il suo amore per l’Italia non sia del tutto condiviso a livello familiare e dunque quando il Borussia Dortmund campione d’Europa con Nevio Scala in panchina cerca un libero, non ci pensa due volte e accetta l’offerta ma fu l’ennesima pagina triste di una carriera che avrebbe meritato di più.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

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