QUEI GUANTI GETTATI DA BAGGIO: BRESCIA-PARMA NEL RICORDO DI MERO

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Era il 23 gennaio 2002, in programma allo stadio Tardini c’è la semifinale di Coppa Italia tra Parma e Brescia. Vittorio Mero, per tutti lo sceriffo è squalificato. Mancano poche ore al calcio d’inizio. Mero si è allenato con gli altri compagni indisponibili. Al ritorno dal campo di allenamento, lungo la A4 lo schianto fatale.

La notizia inizia a circolare mezz’ora prima del fischio d’inizio quando il Brescia è in campo per il riscaldamento. Le agenzie battono le prime informazioni, le radio la riprendono.

In un articolo pubblicato il giorno dopo quella partita non giocata da La Repubblica si scrisse che la decisione di tacere l’ accaduto era stata presa nei corridoi del Tardini mentre i calciatori stavano facendo il riscaldamento sul campo. Per poi scegliere di raccontare questa bugia al momento di ritornare sul terreno per la gara. Peccato però che i tifosi bresciani erano già al corrente della verità

«In quei momenti non sai come comportarti: non sapevamo se la notizia era certa, se il ragazzo era grave, se era morto o no. Come facevamo a dire ai ragazzi una cosa del genere senza esserne sicurissimi?» disse poi il presidente del Brescia Gino Corioni.

Quando le squadre erano pronte e schierate dalla curva sud iniziarono a piovere fischi e cori: “Vergognatevi” rivolto ai giocatori del Brescia e poi quel grido “Vittorio Mero” cantato con tutta l’aria in corpo. Antonio Filippini andò sotto la curva sud e fu il primo ad essere informato della tragedia.

Il vice allenatore Leonardo Menichini andò dal quarto uomo, Daniele Tombolini, il quale fece cenno all’ arbitro Graziano Cesari, di avvicinarsi per comunicare che il Brescia non voleva giocare. Il famoso gesto dei guanti via i guanti di lana di Roberto Baggio con tanto di corsa negli spogliatoi con le mani sul volto su il quadro della drammaticità del momento.

Il sudore lascia spazio alle lacrime. Ora il ricordo dello Sceriffo si fa nuovamente largo in una serata di ottobre a 19 anni da quella tremenda tragedia.

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