SEBASTIANO E FRANCESCO PIO ESPOSITO: FRATELLI D’ITALIA

608

Sebastiano e Francesco Pio insieme in Nazionale: una storia che ha radici profonde a Brescia, dove i tre fratelli Esposito furono scoperti da Roberto Clerici e iniziarono a inseguire il sogno del grande calcio

Ci sono storie che il calcio scrive da solo. E ce ne sono altre che sembrano essere state scritte molto prima, quando i protagonisti erano soltanto tre bambini con un pallone tra i piedi e un sogno ancora troppo grande per essere raccontato.

Oggi quel sogno ha il colore azzurro della Nazionale italiana. Sebastiano e Francesco Pio Esposito sono insieme a Coverciano, convocati da Roberto Mancini per il nuovo ciclo della Nazionale. Per Sebastiano, attaccante del Sassuolo, è la prima chiamata tra i grandi. Francesco Pio, centravanti dell’Inter, l’azzurro lo ha già indossato nove volte segnando cinque gol.

Ma prima di Coverciano c’è Brescia. E prima ancora c’è un uomo che, nella storia degli Esposito, rappresenta l’inizio di tutto: Roberto Clerici.

Era il 2011 quando lo storico talent scout della Voluntas Brescia incrociò sulla propria strada i tre fratelli, Salvatore, Sebastiano e Francesco Pio, originari di Castellammare di Stabia. Clerici convinse la famiglia Esposito a trasferirsi a Brescia. Una scelta che avrebbe cambiato per sempre la vita di quei tre ragazzi.

Tre fratelli, tre calciatori, tre percorsi differenti. Ma con una radice comune: quei campi bresciani sui quali hanno imparato a giocare, a sognare e soprattutto a credere che il calcio potesse diventare qualcosa di più di una semplice passione.

Salvatore, il maggiore, è oggi centrocampista della Sampdoria e ha già assaggiato la Nazionale maggiore, debuttando nel 2022. Sebastiano, classe 2002, dopo il percorso nell’Inter e una lunga gavetta, ha ritrovato la Serie A con il Sassuolo. Francesco Pio, il più giovane, è diventato uno dei gioielli dell’Inter e ora si affaccia stabilmente nel calcio dei grandi.

Tre ragazzi cresciuti insieme, con la famiglia trasferita a Brescia per accompagnarli lungo una strada che sarebbe diventata sempre più lunga. E con un filo invisibile che continua a legare il passato al presente: oggi Salvatore, Sebastiano e Francesco Pio sono anche proprietari della Voluntas Brescia, la società nella quale erano cresciuti grazie all’intuizione di Clerici.

È quasi una favola che torna al punto di partenza.

Fratelli d’Italia

La convocazione contemporanea di Sebastiano e Francesco Pio riapre anche una pagina particolare della storia della Nazionale. In passato altri fratelli hanno condiviso la maglia azzurra, ma senza riuscire a giocare insieme nella Nazionale maggiore.

Franco e Giuseppe Baresi furono entrambi convocati per l’Europeo del 1980, ma non scesero in campo nella stessa partita. Il precedente più recente è quello di Filippo e Simone Inzaghi: il 15 novembre 2000, nell’amichevole contro l’Inghilterra a Torino, giocarono insieme per undici minuti, dal 61′ al 72′.

Sebastiano e Francesco Pio possono dunque scrivere una pagina nuova. Se Mancini dovesse mandarli contemporaneamente in campo, gli Esposito diventerebbero la seconda coppia di fratelli nella storia della Nazionale maggiore a giocare insieme, dopo gli Inzaghi.

E nel calcio internazionale di fratelli riuniti sotto la stessa bandiera ce ne sono stati diversi: dai Touré con la Costa d’Avorio ai Milito con l’Argentina, dai de Boer con i Paesi Bassi fino agli Hernandez con la Francia. Una particolarità rara, ma non unica nel calcio mondiale.

La storia degli Esposito, però, ha qualcosa di diverso. Perché prima dell’Inter, prima della Serie A e adesso della Nazionale, c’è stata Brescia.

Ci sono stati i campi della Voluntas. C’è stato Roberto Clerici. C’è stata una famiglia che ha fatto quasi 800 chilometri per inseguire il talento dei propri figli. E ci sono stati tre bambini che correvano dietro allo stesso pallone senza sapere che un giorno quel pallone li avrebbe portati fino a Coverciano.

Oggi Sebastiano e Francesco Pio si ritrovano con la maglia azzurra addosso. Uno accanto all’altro. E magari, per qualche istante, torneranno a essere semplicemente i due fratelli Esposito che giocavano insieme a Brescia.

Il calcio, in fondo, sa essere anche questo: un viaggio lunghissimo per tornare là dove tutto era cominciato.

I commenti sono chiusi, ma riferimenti e pingbacks sono aperti.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare servizi e esperienza dei lettori. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso. Accetta Leggi altro

Privacy & Cookies Policy