CORINI: ”QUESTA SQUADRA MERITA RISPETTO, IO…HO LE SPALLE LARGHE”

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La reazione sul campo, l’orgoglio e la voglia di riportare la squadra dove merita. Dopo la vittoria contro il Cittadella, Eugenio Corini affida alle parole tutta la sua determinazione, senza nascondere le difficoltà vissute nelle ultime settimane e il peso delle critiche.

«Ho percepito che mi stavano togliendo qualcosa che amo profondamente, e per questo ho scelto di reagire con orgoglio», esordisce il tecnico, sottolineando quanto sia importante poter contare sul sostegno dell’ambiente anche nei momenti più complicati. «Dobbiamo riconoscere che non sempre si trova la volontà di sostenerci nei momenti difficili. Abbiamo però offerto una risposta importante sul campo».

Una risposta che, per Corini, deve rappresentare anche un messaggio a chi ha messo in discussione la squadra: «È legittimo criticare, ma questa squadra merita anche sostegno. Merita rispetto».

«La mia situazione sembrava quasi un corteo funebre»

L’allenatore non usa giri di parole per descrivere il clima che ha preceduto la sfida con il Cittadella, quando intorno alla sua posizione sembrava prevalere un senso di rassegnazione.

«Prima della partita la mia situazione sembrava quasi un corteo funebre, con tutti intenti a consolarmi», racconta Corini. Poi, però, rivendica la propria forza e la volontà di andare avanti: «Io invece affermo di avere le spalle larghe e di essere pronto a dare tutto finché resterò qui».

Parole che si intrecciano con la soddisfazione per la prestazione offerta dalla squadra e con la consapevolezza che il successo appena conquistato potrebbe rappresentare un passaggio significativo, pur senza anticipare ciò che accadrà in futuro.

«Non so cosa nascerà da questa sfida, ma questa reazione resterà nel mio cuore, qualunque cosa accada», aggiunge il tecnico, lasciando emergere il legame profondo con il gruppo e con l’obiettivo che continua a guidarlo.

«Riportare la squadra dove merita»

Al centro del discorso di Corini c’è soprattutto la convinzione che il risultato contro il Cittadella non sia frutto del caso, ma il prodotto di un percorso costruito nel tempo.

«Non potete immaginare cosa mi spinga dentro l’idea di riportare la squadra dove merita», afferma. E ancora: «Una prestazione simile non si ottiene per caso, è il risultato del lavoro dei mesi passati».

Il tecnico invita quindi a guardare oltre la singola partita, individuando in un precedente successo un momento decisivo per il cammino della squadra. «La nostra vera svolta non è questa, ma la vittoria di quasi un anno fa contro la Dolomiti Bellunesi, con il gol al 94’ di Cazzadori».

Un ricordo che, nonostante il tempo trascorso, conserva un significato particolare: «Sembra un’eternità, ma questo era un passaggio importante e abbiamo risposto».

La vittoria sul Cittadella diventa così molto più di un risultato: è una reazione cercata e voluta, una dimostrazione di carattere e un segnale di fiducia nel lavoro svolto.

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