GASTALDELLO, ADDIO AL CALCIO SENZA RIMPIANTI: “SONO SERENO”

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Daniele Gastaldello dice addio al calcio giocato. Dopo 532 partite, domani giocherà la numero 533, il difensore veneto appende gli scarpini al chiodo. Il centrale e capitano del Brescia ha parlato di questo giorno, delle sue emozioni e di ciò che farà da grande. Ecco l’intervista.

Quella di domani è la mia ultima partita. E’ una decisione che ho preso con il presidente. Sono orgoglioso di quello che ho fatto. E’ arrivato il mio momento. Cerco di godermi tutti gli ultimi attimi da giocatore. So che mancherà qualcosa. Ma sono felice e sereno per quello che ho fatto nella mia carriera”.

“Fatalità giocherò contro la Sampdoria è la squadra dove ho giocato di più, dove ho vissuto emozioni negative e positive importanti, a Genova ho avuto la svolta della mia carriera. Fare l’ultima partita contro la Samp è incredibile. E’ un cerchio che si chiude”.

“Arrivare a vestire la maglia della nazionale italiana è stato un sogno. L’idea nasceva da bambino. L’apice della mia carriera è stata quella sera, anche se ho vestito solo una volta quella maglia prestigiosa che tutti amiamo”.

Quando ho firmato a Brescia avevo 34 anni, era il 2017. Sapevo che non averi giocato dieci anni a calcio. Venivo via da Bologna accettando questa sfida a crescere, un percorso da iniziare e portare avanti. Il percorso c’è stato con purtroppo l’intoppo di quest’anno”.

“Ho iniziato a studiare da allenatore. La mia carriera di giocatore finisce domani ma ne inizia una nuova. Rimarrò a Brescia ma sotto un’altra veste. Ho già parlato con il presidente ma ora vediamo cosa succede”.

“Dal punto di vista umano ed esperienziale Brescia ha significato tanto per me Forse non sono riuscito a dare quello che in molti si aspettavano da me sul campo . Il primo anno è stato tremendamente difficile, il secondo una grande cavalcata. Poi c’è stato l’intoppo di quest’anno ma la società è ben sviluppata e può stare ad alti livelli”.

Diego Lopez? E’ migliorato tantissimo dopo la prima volta che l’ho visto a Bologna. Lo staff tecnico è molto più coeso e vedo il tecnico più maturo”.

“Il gol al Lecce e la scivolata di Ascoli all’ultimo minuto a salvare il risultato. Sono questi i momenti più belli vissuti a Brescia, i più significativi”.

“Sono legatissimo a Mhjailovic e Delneri come allenatori. Giaccherini e Da Costa come compagni di squadra. Tutti mi hanno comunque lasciato qualcosa”.

“Quello di questa stazione è un campionato anomalo. Su questa ultima parte mi sono già espresso. Il Brescia ha deluso, inutile dirlo. Mi aspettavo qualcosa in più da parte di questa squadra. Se siamo penultimi e retrocessi ci dobbiamo prendere le nostre responsabilità, nessuno escluso. Questa esperienza e gli errori non dovranno essere rifatti nel futuro. E noi vogliamo subito ripartire”.

Cassano e Balotelli? Sono due persone completamente diverse. Sono due giocatori fortissimi ed importantissimi. Mi hanno impressionato. Tutti quanti abbiamo dei difetti“.

Mi dispiace tantissimo per come è andata con Mario. Ero convinto che lui ci salvasse, che fosse l’arma in più, quello che fu Baggio. Ho parlato con lui e gli ho detto in faccia quello che pensavo”.

Tonali? Ho parlato con lui cercando di dargli dei consigli. Ha di fronte a sè una carriera importante perchè ha dei valori calcistici. Il calcio ti da delle oscillazioni pazzesche, per viverle bene devi saperle cavalcare ma con i valori umani giusti”.

Papetti? Ha dimostrato di poterci stare ad alti livelli. Va lasciato in pace e tranquillo. Con lui parlo giornalmente ma va lasciato sereno. Deve ancora migliorare tanto. Ma ha delle doti importanti”.

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