BRESCIA, NO AL RITORNO IN CAMPO “PER RISPETTO DELLA CITTÀ”

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E’ tra le righe del comunicato stampa diffuso nel tardo pomeriggio di ieri che il Brescia Calcio ha ribadito il proprio “no” al ritorno in campo per un eventuale ripresa del campionato. Nel testo scritto e pubblicato sulla pagina web del club biancoazzurro si legge esplicitamente: “La ripresa del campionato è un’ipotesi che il club vorrebbe evitare nel rispetto della triste realtà bresciana“.

Massimo Cellino continua a tenere fede alla propria voglia di chiudere in anticipo la stagione. Un po’ per esigenza con la possibilità di mantenere la categoria a fronte del congelamento delle retrocessioni, molto per necessità con il presidente sardo colpito, e non poco, dalla situazione critica nella quale è sprofondata la città che lo ha accolto con l’emergenza coronavirus.

Il patron del club di via Solferino in questo ha trovato l’appoggio dei propri giocatori, Balotelli su tutti, determinati a tornare in campo solo quando tutto sarà finito, quando si potrà farlo in sicurezza. Giocatori ad aver accettato anche la riduzione dello stipendio. Società e giocatori ad aver trovato conforto anche nelle parole e volontà dei tifosi che già da tempo hanno fatto sapere di non voler sentir parlare di calcio quando la morte ha oscurato ogni luce a Brescia e Provincia. Anzi, anche a fronte di una ripartenza diserteranno gli spalti.

Brescia, unita, continua così la sua battaglia contro i poteri forti del calcio affinché si possa decidere per la sospensione definitiva del campionato, situazione già attuata in molti altri sport: dal rugby alla pallavolo arrivando fino alla Serie A1 di Basket. Perché il calcio no?

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