BRESCIA, SPROFONDO ROSSO: RODRIGUEZ ILLUDE POI IL CROLLO

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IL FROSINONE VINCE IN RIMONTA 3-1. NON BASTA IL GOL DEL VANTAGGIO DEL NUOVO ARRIVATO

La discesa agli inferi del Brescia non si placa. La capolista Frosinone vince in rimonta al Rigamonti semi vuoto per protesta dei tifosi della Curva Nord contro Cellino. Non basta il vantaggio di Rodriguez su assist di Bjorkengren, poi il crollo. Moro, Insigne e Baiez affossavano le rondinelle sempre più depresse e nei bassifondi della classifica.

Eppure l’inizio era incoraggiante: all’8 palo di Galazzi dopo una corta respinta: tiro al volo e palla ad accarezzare il montante. Pochi minuti dopo all’11 traversa di testa colpita da Rodriguez: Brescia sfortunato. La partenza scoppiettante del Brescia trovava compimento con il gol del vantaggio al 18′ con Rodriguez. Grande azione del Brescia con palla in area di rigore di Bisoli, sponda di Bjorkengren e tocco vincente di Rodriguez. Gol confenzionato dai due nuovi arrivati dal Lecce. La risposta della capolista arrivava al 27′ su calcio di punizione: parabola a superare la barriera di Mazzitelli fori di poco. Ma il solito Brescia era dietro l’angolo con le solite ataviche problemaitiche individuali. Il Frosinone ne approfittava per ribaltare la partita: al 37′ pareggio di Moro dopo una bella imbucata su errore di posizionamento di Karacic che sbagliava la chiusura di Lulic ad offrire al compagno l’assist vincente. Al 40′ l’incredibile vantaggio: Insigne segnava con gentile omaggio di una clamorosa topica di Adorni che si disinteressava del pallone con l’attaccante lanciato a rete.

Nella ripresa dopo pochi minuti Clotet provava a cambiare marcia al Brescia: fuori Ayè e Viviani, dentro Bianchi e Van de Looi. Al 15′ occasione del pareggio su corner: colpo di testa di Bisoli ma centrale. La gara di Rodriguez durava poco più di un’ora, al suo posto il redivivo Niemeijer (solo 127′ sin qui in campionato). Pioveva sul bagnato al 31′ quando Baez metteva in gol il 3-1 sfruttando una indecisione tra Andrenacci e Van de Looi. Notte fonda e classifica che preoccupa sempre di più.

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